Mi presento

Mara Monella
Nata monella? noooooooooooo!!!!
Diventata nel corso degli anni, soprattutto in questi, definiti della “matura età” quando mi permetto di lasciar andare lacrime, risate, di indossare abiti mal assortiti, colori sgargianti; di osare un colore assurdo su di una ciocca di capelli ormai sale e pepe.
Quindi, si!! Di scoprire parti di me che ho nascosto per pudore, per vergogna e non solo.
Appena trascorsi i miei primi 50 anni, eccomi, me, Mara, un figlio grande, due gatti maschi rossicci e poi, lei, la mia preferita: Piccolina gattina tricolore.
Adoro scrivere… cartoline d’auguri ancora cartacee, comprare i francobolli è per me un piacere, preludio alla spedizione dove guardo la mia mano accompagnare le buste nel loro cadere nella buca rossa o affidarle all’impiegato dell’ ufficio postale con un mio bisbigliato “buon viaggio” pensando a chi le riceverà; ho sempre scritto alternando lettere ad amiche, fidanzatini, alla persona che divenne mio marito, su di un diario e ora racconti erotici.
Ho un’attitudine naturale a dedicarmi agli altri, tanto da aver dimenticato di… essere una donna sola da tanto tempo.
Vivo in un piccolo paese di provincia a non troppi km da una grande città, il mio mezzo di locomozione è una bicicletta, ed è più facile per me incontrare cicogne, aironi, merli, scoiattoli , greggi di pecore, rane…che un Principe non troppo ranocchio…ammesso che ne esistano ancora…
Tempo fa di rientro a casa svoltando vidi sull’asfalto un piccolo esserino muoversi…saltando. Scesi dalla bici e mi avvicinai chinandomi…si! un ranocchio mi guardava…e io rimasi incredula letteralmente senza parola, stupita di vederne uno fuori dal Regno, ops, volevo dire non nel suo habitat naturale che si trova appena fuori dall’abitato.
Ho forse perso l ‘unica e irripetibile occasione della mia vita? Confesso di averne il dubbio!!
Per quanto non abbia più voglia di dividere il letto, fare il turno in bagno, testa o croce per chi faccia la spesa o portare giù la spazzatura…beh avrei ancora e voglia ed esigenza di due calde braccia che mi avvolgano, due occhi scuri in cui potermi riflettere, un tocco leggero che definisca dall’esterno il mio corpo morbido e non più giovane… qualcuno insomma, un Uomo preferibilmente, con cui dialogare, conversare con tutti e 5 sensi.
“Facile no?” ripeteva l’insegnante di danza orientale quando mostrava un nuovo passo e lei, leggiadra e sinuosa, lo eseguiva davanti a noi allieve stupite che rispondevamo:
“Facilissimo! per te ..”.